SCALE …queste adorabili sconosciute! ;)

Uno degli argomenti che mi capita più spesso di affrontare e che personalmente mi sta molto a cuore, è quello riguardante il come studiare le scale sulla chitarra.

Primo scoglio da affrontare secondo me è quello di avere ben chiara la posizione delle ottave sulla tastiera. Il sistema CAGED in questo può aiutarci enormemente dandoci 5 differenti patterns per la localizzazione delle ottave.

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Sento però di dover fare una premessa sul perché è importante uno studio ragionato ed organizzato della tastiera; se il nostro fine ultimo è quello di diventare in grado di improvvisare su qualsiasi progressione, leggere a prima vista, avere padronanza nel creare ritmiche efficaci con bicordi, triadi o accordi pieni, la ragione per cui il suddetto studio va affrontato in un certo modo è evidente:

– il rischio di esser travolti di nozioni diminuisce;

– la memorizzazione avviene in maniera più immediata.

 

Ovviamente lo sforzo tecnico va affiancato SEMPRE da uno studio teorico di come le scale sono strutturate.

Nel PDF in allegato è presa in oggetto la scala maggiore nelle sue 5 posizioni fondamentali.

Il sistema CAGED prende il nome dai 5 accordi in posizione aperta, C – A – G – E – D (dò per scontato che le sigle anglosassoni siano chiare per tutti…ma se così non fosse, DO – LA – SOL – MI – RE).

 

Il pattern 1, corrispondente al C, mette in evidenza la “forma” dell’intervallo di ottava fra quinta e seconda corda;

il pattern 2, corrispondente al A, mette in evidenza l’ottava fra quinta e terza corda;

il pattern 3, corrispondente al G, mette in evidenza le ottave fra sesta, terza e prima corda;

il pattern 4, corrispondente al E, mette in evidenza le ottave fra sesta, quarta e prima corda;

il pattern 5, corrispondente al D, mette in evidenza l’ottava fra quarta e seconda corda;

 

Ne va da sé che, prendendo una nota in particolare, ad esempio FA, possiamo ricavarci tutti e 5 i patterns di FA sulla tastiera: partendo dal pattern 4 in prima posizione, pattern 5 in terza, pattern 1 in sesta, pattern 2 in ottava ed infine pattern 3 in decima.

E’ auspicabile ripetere tutto il procedimento per tutte le tonalità.

Una volta acquisito il funzionamento del CAGED, possiamo sfruttare il tutto per la localizzazione delle scale sulla tastiera e avere coscienza che all’interno di una stessa posizione si può:

– studiare una stessa scala in tutte e 12 le tonalità;

– studiare differenti scale a partire da una stessa tonica.

 

Prendiamo in esame la prima possibilità tenendo presente che stiamo affrontando posizioni “strette” delle scale e non “estese” (anche se lo stesso principio può e deve essere applicato a scale 3 note per corda, ad esempio). Onde evitare confusione sceglierò la scala maggiore come esempio per spiegare l’esercizio.

Scegliamo uno dei 5 patterns di DO, ad esempio il pattern 3 (DO su sesta, terza e prima corda rispettivamente), suoniamo tutta la scala in sedicesimi (la velocità non è importante) partendo dalla TONICA in senso ascendente, di seguito in senso discendente fino ad arrivare alla nota più grave che la posizione ci consente di raggiungere (LA sulla sesta corda) per poi finire di nuovo su DO (andremo quindi di nuovo in senso ascendente per sole due note, LA e SI).

Stesso procedimento va usato per le restanti 11 tonalità seguendo il circolo delle quarte (o delle quinte se preferite ma non cambia nulla per il fine dello studio), quindi: DO – FA – SIb – MIb – LAb – REb – SOLb – SI – MI – LA – RE – SOL – DO.

I pattern che troveremo nella posizione presa in esame sono rispettivamente:

DO – pattern 3

FA – pattern 1

SIb – pattern 4

MIb – pattern 2

LAb- pattern 5

REb – pattern 3

SOLb – pattern 1

SI – pattern 4

MI – pattern 2

LA – pattern 4 o pattern 5

RE – pattern 2 o pattern 3

SOL – pattern 5

DO – pattern 3

Appare evidente la ripetizione di alcuni pattern mezzo tono sotto o sopra gli altri. Se non avete molto tempo per suonare tutte e 12 le tonalità ma comunque volete rinfrescare la memoria sui patterns, potete sempre studiare soltanto in CAGED, ossia solo 5 tonalità.

 

La seconda possibilità, ossia quella di studiare DIVERSE scale partendo da una stessa TONICA (ergo un unico pattern), io la affronto così durante la mia routine di tecnica giornaliera.

Scelgo 13 scale di fondamentale utilizzo per l’improvvisazione (escluse le scale simmetriche come aumentata e diminuita, per ovvi motivi), e sono le seguenti:

– scala maggiore

– scala minore naturale

– scala dorica

– scala misolidia

– scala lidia

– scala frigia

– scala locria

– scala minore armonica

– scala minore melodica

– scala lidia dominante

– scala alterata (o superlocria)

– scala maggiore pentatonica

– scala minore pentatonica

 

Di solito io eseguo un pattern al giorno se ho poco tempo. Lo scelgo a caso, ovviamente ricordandomi di non scegliere lo stesso del giorno precedente…ma sono solo 5, quindi si può tranquillamente partire dal pattern 1 il lunedì, finire al pattern 5 il venerdì e prendersi il weekend off 😉

Ovviamente tutto questo può essere applicato anche agli arpeggi e certamente ai vari modi di studiare le scale (per intervalli, per gruppi di quattro note, cinque, con variazioni ritmiche ecc…le possibilità sono tante ed è solo questione di immaginazione).

Mi auguro che queste righe siano state utili ai più :)

Alla prossima!

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