Il giorno del Live – Come porre le basi di una buona performance

Spesso e volentieri prepararsi per un live può diventare stressante e così influire negativamente sulla vostra resa on stage.

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A volte può verificarsi un problema tecnico o semplicemente un imprevisto dovuto alla tensione nervosa. In entrambi i casi per scongiurare il pericolo la chiave di volta è lavorare per ottenere la miglior ORGANIZZAZIONE possibile prima del live.

Sia che suoniate in una cover band, in una situazione con brani originali o in ambiti più professionali la prima regola è CONOSCERE BENE IL REPERTORIO.
Questo è il 50% del lavoro. Soprattutto se siete soggetti ad un pò d’ansia pre-performance il modo per ovviare è studiare tanto i brani a casa e saperli a menadito. Fino ad arrivare all’estremo di provare nel vostro studiolo i brani davanti alla vostra compagna, o compagno, membri della vostra famiglia o amici, se serve.

Valutare e prendersi cura del proprio gear prima del live è un altro aspetto fondamentale.
Non aspettate il giorno prima per provare pedali nuovi, controllare l’intonazione della vostra chitarra ecc… Se il vostro concerto cade di sabato, iniziate a pensare dal lunedì quello che vi servirà ed ad assicurarvi che funzioni alla perfezione.
Cambiare le corde poche ore prima del live è OK a patto che al momento dell’accordatura abbiamo fatto il dovuto “stretching”.
Io personalmente se non riesco a cambiarle la mattina del live ma solo qualche ora dopo, prima di uscire accordo la chitarra, tiro le corde, la riaccordo, ricontrollo l’accordatura e finché non rimane stabile ripeto il procedimento (se non vi fidate, chiedete al guitar tech di Larry Carlton).

Riguardo l’amplificazione, informatevi sempre sulla grandezza del locale e se potete fate addirittura un sopralluogo. Eviterete così il fastidio di portare un ampli troppo potente per il posto.
Un 30 W valvolare di solito va sembre bene. Ovviamente dipende anche dal genere che suonate. Se si tratta di Rock, Pop o Blues e il locale è piccolo portarsi un combo da 60 W è poco consigliabile.

Ovviamente insieme al vostro ampli, chitarra e pedaliera bisogna portare lo “spare” di tutto ciò che può servirci: cavi, corde (sempre bene averne una muta in più nella custodia della chitarra, insieme a delle piccole tronchesi da elettricista), plettri e valvole se quel giorno siete particolarmente sfortunati.
Io sono arrivata a farmi mettere un fusibile di scorta per l’alimentazione della pedaliera ma grazie al cielo non è mai servito in 8 anni di live a livello professionale.
Nella maniera più assoluta evitate di alimentare i vostri pedali a batteria…se proprio dovete portatene di scorta.
Una chitarra in più portatela solo se ne sentite l’esigenza, a meno che non sia già prevista perché lo richiede il vostro set (brani con un’accordatura diversa ecc…).
Se necessitate di un leggio portatelo anche se vi hanno assicurato che sul posto c’è. Non si sa mai.

Altra importante considerazione da fare: spesso e volentieri i locali si trovano in quartieri popolari dove parcheggiare è difficoltoso (specialmente se vivete in grandi città), quindi calcolate sempre una mezz’ora in più da aggiungere al tempo che impiegherete a raggiungere il luogo designato prima del soundcheck.

Al momento del soundcheck, prima di qualsiasi altra cosa, andate a presentarvi al fonico. Cercate il più possibile di instaurare un rapporto cordiale. Ricordatevi il suo nome.
Spesso si creano problemi fra musicisti e fonici per diverse ragioni. Col tempo ho imparato che il miglior modo per evitarli è farsi percepire come persone tranquille e professionali anche in contesti piccoli. Certamente a volte capita di trovarsi di fronte persone non qualificate e ingiustamente maleducate, ma anche in quel caso mantenete la calma e fate buon viso a cattivo gioco. Ne va della vostra performance.

Riguardo invece tutte le componenti emozionali e psicologiche, se avete la certezza di esservi preparati al meglio e che la vostra attrezzatura è al top, non c’è motivo alcuno di preoccuparsi.
Se avete da poco discusso con un membro della band o col fonico (che sarebbe sempre e comunque da evitare), beveteci su una birra e ricordatevi che la musica è sempre più importante di qualsiasi litigio. In poche parole, in quel caso quel che fatto è fatto, ma salite sul palco sempre con la voglia di divertirvi e di fare bene.
Se succedono imprevisti tecnici, niente panico. Se possibile aspettate la fine del brano e con cenno discreto avvisate il fonico ed il cantante che comunicherà al pubblico di aspettare cortesemente la risoluzione del problema. Se non potete aspettare, fate cenno sempre con discrezione al fonico che sicuramente vi verrà in aiuto.

Piccolo aneddoto di un live al Teatro Augusteo di Napoli alcuni anni fa: al soundcheck non ci fu modo di provare un suono della mia pedaliera per un solo. Chiesi inutilmente di allungare di 5 minuti il soundcheck ma niente. Il risultato fu che la mia chitarra su quel brano non si sentiva né negli ear monitors, né in sala. Fin lì sarebbe stata solo colpa dei fonici se io non avessi perso il controllo e essermi fatta percepire dal pubblico come visibilmente infastidita. Mi è servito da lezione e spero ne facciate tesoro anche voi.

Suonare dal vivo è una delle esperienze più belle se fatta nel modo giusto e con l’idea che, indipendentemente se siete pagati o meno, dovete DIVERTIRVI e DIVERTIRE! 

Alla prossima! 😉

Per qualsiasi info contattatemi tramite la pagina dedicata oppure la mia pagina Facebook.

 

 

 

 

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