{"id":167,"date":"2013-11-04T23:16:46","date_gmt":"2013-11-04T23:16:46","guid":{"rendered":"http:\/\/fabianatesta.net\/?p=167"},"modified":"2013-11-04T23:16:46","modified_gmt":"2013-11-04T23:16:46","slug":"storia-di-un-musicista-ross-bolton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fabianatesta.net\/site\/esperienze\/storia-di-un-musicista-ross-bolton\/","title":{"rendered":"Storia di un musicista: Ross Bolton"},"content":{"rendered":"<h5>Questo di seguito \u00e8 un articolo che ho scritto lo scorso Luglio per il blog della <a href=\"http:\/\/www.bbmusic.it\/Bb_Music\/Home.html\">Bb Music Scuola di Musica<\/a>.<\/h5>\n<h5>Ho pensato di riproporlo sia per ricordare\u00a0nuovamente Ross e la sua carriera, sia per condividere il mio pensiero sull&#8217;importanza di trovare l&#8217;insegnante di musica giusto.<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Breve storia di Ross Bolton, il chitarrista ritmico che mi ha cambiato la vita\u2026ed il sound!<\/p>\n<div>Poco fa Valentina mi ha chiesto se volevo scrivere un articolo per questo blog. Ho accettato di buon grado pur non avendo davvero idea di cosa scrivere. Mi \u00e8 bastata un&#8217;occhiata alla mia scrivania ed ad una foto di me e del mio insegnante Ross, scattata lo scorso settembre. Soltanto meno di sette mesi prima che un cancro lo portasse via all&#8217;affetto della sua famiglia e dei suoi allievi.<br \/>\nTranquilli, questa non sar\u00e0 una storia triste, spero anzi che alla fine vi lascer\u00e0 un sorriso oltre che un&#8217;idea pi\u00f9 precisa di cosa vuol dire esser un bravo insegnante di musica.<\/div>\n<div>Ross \u00e8 stato per moltissimi anni il chitarrista di Al Jarreau, ma \u00e8 solo una delle tante collaborazioni che ha svolto nella sua carriera trentennale (Beach Boys, Rick Braun e diversi contributi a colonne sonore di famosi tv show americani), carriera a cui ha sempre affiancato l&#8217;insegnamento al GIT (Guitar Institute of Technology) del Musicians Institute di Los Angeles.<br \/>\nEra un diplomato GIT anche lui e per oltre 25 anni ha retto la cattedra di &#8220;Chitarra Funk&#8221; contribuendo enormemente alla didattica della chitarra ritmica.<br \/>\nQualsiasi genere musicale che richiedeva uno spiccato senso ritmico era il suo pane quotidiano. Funk, R&#8217;nB, Reggae, New Orleans, Smooth Jazz, Blues ecc\u2026<\/div>\n<div>Io ho iniziato i miei studi al GIT nel marzo 2011 ma conoscevo Ross indirettamente gi\u00e0 dal 2005 grazie al suo libro &#8220;Funk Guitar &#8211; The Essential Guide&#8221;. Gi\u00e0 da quelle pagine si capiva che tipo di musicista era ed uno dei motivi per cui decisi di andare fino a Los Angeles per studiare \u00e8 stato proprio lui.<br \/>\nIn un ambiente saturo di chitarristi sempre pi\u00f9 presi dal suonare soli distorti e velocissimi, il GIT mi era sembrata l&#8217;unica via. Volevo apprendere in un luogo dove il virtuosismo si esprimesse anche attraverso la conoscenza armonica, non soltanto melodica. Dove il &#8220;groove&#8221; \u00e8 il requisito minimo per costruire una solida conoscenza, ergo professionalit\u00e0, musicale.<\/div>\n<div>Il primo giorno di lezione con Ross fu memorabile! Prima di tutto non avevo mai conosciuto nessuno in grado di stregare una classe piena di 50 chitarristi (50 chitarre anche se staccate vi posso assicurare che fanno tanto casino!), ed il modo in cui ottenne il silenzio e l&#8217;attenzione di tutti fu da vero Maestro: attacc\u00f2 la sua Stratocaster in un amplificatore da 15 Watts e da solo inizi\u00f2 ad improvvisare una ritmica Funky\/R&#8217;nB che nel giro di tre secondi ci ammutol\u00ec tutti quanti. Solo i grandi, veri musicisti hanno questa capacit\u00e0.<br \/>\nAlla fine del suo piccolo show esord\u00ec con &#8220;Hi! My name is Ross Bolton&#8221;. Cos\u00ec, con molta umilt\u00e0, come se nessuno di noi avesse saputo chi fosse. Mentre invece lo sapevamo molto bene.<\/div>\n<div>La lezione si svolgeva sempre allo stesso modo; dalle ore 16 alle 17 Ross ci parlava di uno degli aspetti della chitarra Funk, dopodich\u00e9 in letteralmente quindici minuti ci insegnava un pezzo funk che da dopo le 17 sino alle 19 avremmo dovuto suonare con i suoi assistenti della sezione ritmica (basso e batteria). Ogni settimana era un pezzo nuovo che imparavamo da zero seduta stante\u2026a volte era James Brown, a volte Prince, altre volte Maceo Parker o gli Wild Cherry.<br \/>\nCi impartiva due parti di chitarra distinte in modo da poter salire in due sul palco ed imparare come si lavora con un secondo chitarrista, ci faceva suonare e dopo ci dava il suo giudizio, che non era solo un voto numerico, bens\u00ec una critica costruttiva ed una serie di consigli su come poter migliorare. A volte erano consigli puramente tecnici, altre volte, come nel mio caso, erano consigli sul lasciarsi andare e semplicemente seguire la musica. Era solito dire, &#8220;La riposta non \u00e8 soltanto in quello che le vostre mani riescono a fare, ma in come il vostro corpo riesce a percepire la musica&#8221;.<\/div>\n<div>Potrei raccontarvi molte altre storie di come il mio rapporto con Ross in quei diciotto mesi di studi si \u00e8 evoluto da semplice relazione fra insegnante e allieva, a rapporto di fraterna amicizia fra due chitarristi che ascoltavano la musica alla stesso modo; ma mi interessa di pi\u00f9 farvi capire come un insegnante di musica possa davvero arricchire la vostra esistenza.<\/div>\n<div>L&#8217;ultima volta che ho visto Ross era il 12 Settembre 2012, due giorni prima del mio diploma. Ci incontrammo per caso nell&#8217;atrio dell&#8217;ingresso principale di scuola e con mio stupore mi abbracci\u00f2 forte dicendomi, &#8220;Mi dispiace ma non potr\u00f2 esserci alla consegna dei diplomi anche se mi sarebbe tanto piaciuto vederti. Sappi per\u00f2 che sono davvero orgoglioso di te&#8221;.<br \/>\nIo l\u00ec per l\u00ec non cap\u00ec come mai tanto dispiacere (immaginavo avesse da lavorare essendo uno dei chitarristi pi\u00f9 richiesti del paese), ma due giorni dopo alla cerimonia fu tutto chiaro: l&#8217;intera facolt\u00e0 del GIT mi aveva premiata all&#8217;unanimit\u00e0 con l&#8217;Award per il migliore studente dell&#8217;anno.<\/div>\n<div>Quel premio \u00e8 sulla mia scrivania vicino alla foto con Ross. Li guardo entrambi quando, per qualsiasi ragione di sconforto, penso che fare musica in Italia sia una fatica che non paga. Mi basta vedere il sorriso di Ross per riattaccare di nuovo il jack e continuare a suonare.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div id=\"attachment_169\" style=\"width: 233px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/fabianatesta.net\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/337347_4152074053884_1616181745_o.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-169\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-169\" alt=\"Me&amp;Ross\" src=\"http:\/\/fabianatesta.net\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/337347_4152074053884_1616181745_o-223x300.jpg\" width=\"223\" height=\"300\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-169\" class=\"wp-caption-text\">Me&amp;Ross<\/p><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo di seguito \u00e8 un articolo che ho scritto lo scorso Luglio per il blog della Bb Music Scuola di Musica. 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