{"id":759,"date":"2014-07-10T11:11:36","date_gmt":"2014-07-10T11:11:36","guid":{"rendered":"http:\/\/fabianatesta.net\/?p=759"},"modified":"2014-07-10T11:11:36","modified_gmt":"2014-07-10T11:11:36","slug":"fabis-blues-band","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fabianatesta.net\/site\/blues\/fabis-blues-band\/","title":{"rendered":"Fabi&#8217;s Blues Band &#8211; Intervista per Tempi Dispari"},"content":{"rendered":"<h2>Fabi&#8217;s Blues Band &#8211; \u00c8 uscita ieri questa intervista da me rilasciata alla webzine <a href=\"http:\/\/www.tempi-dispari.com\/archives\/30868\" target=\"_blank\">Tempi Dispari <\/a>&#8211; con cui collaboro alla rubrica &#8220;Il Maestro risponde&#8221;.<br \/>\nSi parla di Blues in concomitanza con gli imminenti live della Fabi&#8217;s Blues Band (approfitto per invitarvi a visitare la nostra nuova <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/FabisBluesBand?ref=hl\" target=\"_blank\">pagina Facebook<\/a>).<\/h2>\n<p>Ringrazio di cuore a nome mio e della <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/FabisBluesBand?ref=hl\" target=\"_blank\">Fabi&#8217;s Blues Band<\/a> la redazione di <a href=\"http:\/\/www.tempi-dispari.com\/archives\/30868\" target=\"_blank\">Tempi Dispari<\/a>, in particolar modo Carmine Rubicco che ha raccolto l&#8217;intervista.<\/p>\n<div id=\"attachment_752\" style=\"width: 289px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/fabianatesta.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/G2D_7303.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-752\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-752\" src=\"http:\/\/fabianatesta.net\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/G2D_7303-279x300.jpg\" alt=\"Fabi's Blues Band\" width=\"279\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/fabianatesta.net\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/G2D_7303-279x300.jpg 279w, https:\/\/fabianatesta.net\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/G2D_7303-scaled-600x644.jpg 600w, https:\/\/fabianatesta.net\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/G2D_7303-768x825.jpg 768w, https:\/\/fabianatesta.net\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/G2D_7303-953x1024.jpg 953w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-752\" class=\"wp-caption-text\">Fabi&#8217;s Blues Band<\/p><\/div>\n<p><em>Reduce da un\u2019esperienza losangelina e dal trascorso in un gruppo blues romano,\u00a0<strong>Fabiana Testa<\/strong>\u00a0ha voluto creare un proprio progetto blues avvalendosi della collaborazione di musicisti quali\u00a0<strong>Gianluca Carpignano<\/strong>\u00a0alla batteria, la\u00a0<strong>Sara Facciolo<\/strong>\u00a0alla voce e\u00a0<strong>Damir Rapone<\/strong>\u00a0al basso.<\/em><\/p>\n<p><em>La band ripropone sia classici del blues come \u201cSweet Home Chicago\u201d e \u201cThe thrill is gone\u201d ma anche brani di artisti pi\u00f9 recenti come\u00a0<strong>Susan Tedeschi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Derek Trucks<\/strong>. Oltre a quelli di chitarristi blues come<strong>\u00a0Stevie Ray Vaughan, Robben Ford e John Mayer.<\/strong><\/em><br \/>\n<em>Il primo live della band \u00e8 stato il 12 Luglio ad Alatri (FR).In questa intervista a\u00a0<strong>Tempi-Dispari,\u00a0Fabiana Testa<\/strong>\u00a0narra nascita e progetti della nuova band, ma non solo.<\/em><\/p>\n<p><em><b>1. Fabiana Testa inizia una nuova avventura. Dove, come \u00e8 nata l\u2019idea e perch\u00e9 il blues?<\/b><\/em><br \/>\n<em>La passione per il genere c\u2019\u00e8 sempre stata. D\u2019altronde prendi in mano una chitarra elettrica ed il primo nome che associ \u00e8\u00a0<b>Jimi Hendrix<\/b>. Scoprendo, man mano che vai avanti, tutto il corollario musicale che ha portato a lui. Il passaggio quindi \u00e8 abbastanza obbligato se suoni questo strumento. Tutta la musica moderna che abbiamo oggi ha un solo ceppo comune e parte dal Delta del Mississippi circa due secoli fa. Questo per rispondere sul perch\u00e9. Per quanto riguarda il dove, a Los Angeles ho avuto degli insegnanti meravigliosi. Due di loro \u2013\u00a0<b>Keith Wyatt<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Stuart Ziff<\/b>, rispettivamente chitarristi dei\u00a0<b>Blasters<\/b>\u00a0e degli\u00a0<b>War<\/b>, gruppi importantissimi del blues moderno \u2013 erano dei veri bluesmen. Loro hanno preso la mia naturale attitudine al genere e l\u2019hanno portata ad un livello pi\u00f9 alto e consapevole. Tornata in Italia ho sentito la necessit\u00e0 di \u201cmantenere la fiamma accesa\u201d, come piace dire a loro.<\/em><\/p>\n<p><em><b>2. Blues del delta o di New Orleans e perch\u00e9?<\/b><\/em><br \/>\n<em>Direi entrambi perch\u00e9 sono uno l\u2019evoluzione dell\u2019altro.<\/em><\/p>\n<p><em><b>3. Cosa serve ad un vero bluesman, o blueswoman?<\/b><\/em><br \/>\n<em>Allora serviva essere neri e reietti della societ\u00e0. Oggi che la segregazione razziale non esiste pi\u00f9 serve l\u2019empatia e la capacit\u00e0 di imprimere in una sola nota tanti sentimenti. Reinterpretare il dolore, l\u2019amore, le sconfitte di tutti i giorni attraverso la musica.<\/em><\/p>\n<p><em><b>4. Che cosa resta dell\u2019anima del blues?<\/b><\/em><br \/>\n<em>Tutto. L\u2019unica cosa davvero diversa, oggi, \u00e8 il tipo di sofferenza umana e le sue declinazioni, almeno nell\u2019Occidente.<\/em><\/p>\n<p><em><b>5. Dalla sua entrata in scena ad oggi ne sono passate di \u201cnote sul pentagramma\u201d, come \u00e8 cambiato il genere?<\/b><\/em><br \/>\n<em><b>Henry Rollins<\/b>\u00a0disse che senza il blues la musica moderna non sarebbe ci\u00f2 che \u00e8 oggi, neanche in minima parte. Ed \u00e8 realmente cos\u00ec, lo dicevamo anche prima. Penso a\u00a0<b>James Brown,<\/b>\u00a0il padre del Soul e del Funk che sono generi eredi diretti del Blues, ma non \u00e8 cos\u00ec distante la linea che lo separa anche dalle modalit\u00e0 del pop moderno, per esempio quello che oggi perseguono\u00a0<b>Daft Punk<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Pharrell Williams<\/b>\u00a0o, allargando ancora il compasso, la stessa<b>Lady Gaga<\/b>. Ho citato esempi che possono apparire \u201cestremi\u201d, ma per chi ha l\u2019orecchio allenato questi mondi non possono non risultare collegati in qualche modo. Se invece vogliamo parlare di gruppi esponenti del Blues moderno non c\u2019\u00e8 esempio migliore di\u00a0<b>Susan Tedeschi<\/b>\u00a0e del marito\u00a0<b>Derek Trucks.<\/b>\u00a0Il loro mix di blues, r\u2019nb, gospel, soul e funk \u00e8 il Blues del ventunesimo secolo.<\/em><\/p>\n<p><em><b>6. Come si sposa la musica nera per antonomasia con la tradizione nostrana?<\/b><\/em><br \/>\n<em>Da noi chiunque ha provato ad integrare la tradizione black con quella nostrana del bel canto. Probabilmente credo ci sia riuscito con un certo successo soltanto\u00a0<b>Zucchero<\/b>, negli anni Novanta\u00a0<b>Giorgia<\/b>\u00a0e in tempi pi\u00f9 recenti\u00a0<b>Tiziano Ferro<\/b>. Ognuno a modo proprio ovviamente. L\u2019aspetto ironico \u00e8 che negli anni \u201970 venne in Italia un musicologo americano<b>, Alan Lomax<\/b>, che ha scritto un meraviglioso libro sul Blues, e studiando la musica popolare Italiana asser\u00ec che non avevamo nulla da invidiare ai bluesmen in termini di patrimonio folk.<\/em><\/p>\n<p><em><b>7. Robert Johnson, John Lee Hooker, BB King: esistono eredi?\u00a0<\/b><b>Johnny Lang \u00e8 uno di questi o solo un buon musicista? E in Italia?\u00a0<\/b><\/em><br \/>\n<em><b>Johnny Lang<\/b>\u00a0\u00e8 sicuramente uno di questi. Aggiungerei\u00a0<b>John Mayer<\/b>, il gi\u00e0 citato\u00a0<b>Derek Trucks, Kenny Wayne Shepherd e Joe Bonamassa<\/b>\u00a0fra i pi\u00f9 giovani. Ma c\u2019\u00e8 anche un gigante come\u00a0<b>Keb\u2019Mo<\/b>\u00a0nel Blues acustico. Chiaramente pensare di raggiungere la storicit\u00e0 di certi personaggi oggi che il Blues \u00e8 cos\u00ec cambiato, \u00e8 quasi impossibile e forse neanche giusto nei confronti sia dei suddetti che dei sopracitati odierni. In Italia ovviamente c\u2019\u00e8 Alex Britti, per\u00f2 farei pi\u00f9 il nome di qualcuno meno conosciuto che da anni lavora al suo progetto solista con grande dedizione portando avanti il genere con un apporto personalissimo: mi riferisco a\u00a0<b>Bruno Marinucci<\/b>, strepitoso chitarrista e mio ex insegnante che ha gi\u00e0 un disco all\u2019attivo ed un secondo in lavorazione.<\/em><\/p>\n<p><em><b>8. Nel nostro paese esiste una grande tradizione chitarristica forse poco sfruttata e poco conosciuta. Cosa manca perch\u00e9 questi artisti abbiano il giusto riconoscimento?<\/b><\/em><br \/>\n<em>In Italia semplicemente manca la cultura musicale. \u00c8 brutto da dire, ma quando si spendono soldi solo per i concerti di artisti famosi e non si va ad ascoltare la musica dal vivo nei locali, c\u2019\u00e8 qualcosa che non va. Il riconoscimento l\u2019artista se lo crea se c\u2019\u00e8 qualcuno che va a vederlo. Si potr\u00e0 dire che se ci\u00f2 che fai non vale allora nessuno verr\u00e0 a sentirti. Vero anche questo ma prima di giudicare si dovrebbe mettere fuori il naso da casa e farsi un\u2019idea di ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 in giro. Vale per tutti i generi, non solo il Blues.<\/em><\/p>\n<p><em><b>9. Domanda Tempi-Dispari: cosa ti piacerebbe ti venisse chiesto durante un\u2019intervista?<\/b><\/em><br \/>\n<em>Nessuna preferenza. Anzi, una s\u00ec: che si parli sempre di Musica, in ogni suo aspetto!<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fabi&#8217;s Blues Band &#8211; \u00c8 uscita ieri questa intervista da me rilasciata alla webzine Tempi Dispari &#8211; con cui collaboro alla rubrica &#8220;Il Maestro risponde&#8221;. Si parla di Blues in concomitanza con gli imminenti live della Fabi&#8217;s Blues Band (approfitto per invitarvi a visitare la nostra nuova pagina Facebook). 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